I sassi, le pietre, i minerali sono l’anima della terra che coagulano dentro, sono carichi di millenni, pregni di quella che è stata l’evoluzione. Anche quelli che stanno sulla superficie sono sottoposti a un processo di mutamento che li modella e li plasma, e dà loro forme a volte bizzarre. Forse per questo mi è sempre piaciuto raccogliere sassi, ho sempre avuto come una fascinazione. Mi piace ricordare dove li ho presi, i posti dove li ho trovati. (Carla Volpati)
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Etna, Sicilia |
Deserto dell'Akakus, Libia |
Marettimo, Sicilia |
Cefalonia, Grecia |
Raccogliere frammenti di mondo, reliquie di natura, briciole telluriche di tempo e spazio è come riordinare nuove cosmogonie del mondo. E’ raccontare un pezzo della storia universale che si accompagna al piccolo cammino della contemporaneità. E quando la memoria delle cose si addensa in un intervento creativo, allora scatta un nuovo linguaggio capace di comunicare oltre la sfera personale. (Sem Galimberti)
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Outback, Australia |
Marocco |
Creta, Grecia |
Val d'Orcia, Toscana |
I sassi, così come altri “frammenti di natura” utilizzati da Carla Volpati sono il frutto di traiettorie negli spazi aperti: strade cercate per la loro “pietrificazione” o casualmente incontrate all’interno di viaggi più complessi. In entrambi i casi questi elementi si caratterizzano per le piccole dimensioni - a uso domestico - per le forme arrotondate, per le cromie di sintesi. Ma soprattutto per essere stati raccolti uno ad uno quali portatori di memorie e di sensazioni, essere stati ricondotti “a casa” e poi accuratamente osservati, puliti e depositati in differenti scomparti che ne hanno assicurato l’ordine e la scansione secondo regole del tutto personali. (Paola Tognon)