L’idea di creare una serie di opere legate dal filo conduttore del made in Italy, è nata dal ritrovamento, in una fabbrica dismessa, di frammenti di piastrelle marchiate con la nota espressione inglese che designa l’italianità del prodotto. Come in tutti i miei lavori, dove utilizzo sia elementi naturali, sia materiali sintetici, anche nei made in Italy, c’è all’origine l’incontro con l’oggetto e le sensazioni che riesce a trasmettermi. I primi frammenti di piastrella che ho casualmente trovato hanno subito attratto la mia attenzione, stimolandomi a cercarne altri tra gli scarti di lavorazione. Una volta posizionati sui pannelli di legno dal fondo colorato hanno attirato a sé elementi che appartengono alla sfera personale. I piccoli ricordi - una casina, un’oca, un gallo, un dado, un ricamo, un bottone - si sono intrecciati alla pietra e al sasso, depositari di una memoria più antica, e mescolati alla foglia e al fiore, alla plastica e alla resina.
Allo stesso modo il blocco di marmo botticino (uno dei tanti scartati) estratto nelle cave tra Brescia e il lago di Garda mi ha subito colpito per la sua forma e la bellezza delle sue irregolarità. L’ho rivestito in parte con la rete lasciandola proseguire come una coda o uno strascico che ingloba frammenti di marmo più piccoli.
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Pietra & Co. 2010 |
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